Condotte e Tecnis, sindacati: “Tempo scaduto, oggi sciopero e manifestazioni”

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Iniziative in programma a Roma, Catania e Palermo

Otto ore di sciopero e manifestazioni a Catania, Palermo e Roma, dove si terrà un presidio a partire dalle 10:30 presso il Mise. La mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori delle società Condotte Spa e Tecnis Spa è stata annunciata dalle organizzazioni sindacali FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, per protestare contro lo stallo delle vertenze che coinvolgono le due società in amministrazione straordinaria. “La pazienza dei lavoratori è terminata – dichiarano – chiediamo che la politica e le istituzioni si prendano la responsabilità di decidere.”
I sindacati spiegano che dopo vari incontri al Mise, nei quali si era prospettata la concreta possibilità di raggiungere in breve tempo una soluzione, lo stesso ministero sta facendo passare tempo prezioso, ignorando gli appelli e le richieste di incontro urgenti. “È assolutamente necessario velocizzare i tempi per giungere ad una soluzione rapida – aggiungono – in grado di garantire la ripresa delle attività produttive ed il mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Questo ritardo, inammissibile soprattutto quando in ballo c’è il futuro di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie, potrebbe pregiudicare definitivamente la possibilità di mantenere in vita le due società.”
Nello specifico, i sindacati fanno sapere che per la vicenda Condotte, “i commissari dichiarano l’urgenza di approvare il piano presentato il 4 marzo al Mise, per garantire lo sblocco tempestivo delle risorse, indispensabili alla ripresa dei cantieri, e l’emissione delle fideiussioni necessarie alla sottoscrizione dei contratti non ancora stipulati per le importanti commesse già aggiudicate ma a rischio di revocatoria da parte delle committenze. Quella finanza – spiegano – è l’unica strada per garantire la sopravvivenza dell’azienda.”
“Sulla Vertenza Tecnis – aggiungono – è assolutamente indispensabile procedere alla vendita, a garanzia della continuità aziendale.”
Ora i sindacati temono che per entrambe le società possa tornare lo spettro del fallimento: “se il Mise non individuerà al più presto una soluzione che possa salvaguardare queste due imprese e i loro lavoratori – concludono Feneal, Filca, Fillea – perderemo un patrimonio professionale di grande valore per il settore delle costruzioni italiano, pregiudicando la realizzazione di opere fondamentali per il Paese.”
Oltre al presidio di Roma (Mise, ore 10:30), sono in programma presidii a Catania e a Palermo, a partire dalle 10, presso le rispettive Prefetture.