Conferenza sul sistema infrastrutture Piemonte, Ance: “Con blocco grandi opere Italia meno competitiva”

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“Come cittadino e come padre di famiglia mi chiedo: quale futuro immaginano i Ministri Di Maio e Toninelli per il Piemonte? Un reddito speciale di cittadinanza ai piemontesi per la decrescita felice senza infrastrutture? Il tessuto economico piemontese preferisce lavorare con una visione di lungo periodo orientata allo sviluppo per le prossime generazioni”. Ancora una volta, unitamente a tutto il sistema economico piemontese, ribadiamo che lo sviluppo dei territori passa attraverso il sistema infrastrutturale.
Bloccare importanti opere come la Torino-Lione, il Terzo Valico e l’Asti-Cuneo significa segnare il futuro del Piemonte, con conseguenze irreversibili per la nostra regione che rischia di perdere competitività e credibilità. Purtroppo non siamo ancora usciti dalla crisi economica e l’edilizia è il comparto che ha sofferto più di tutti e che ancora non si è ripreso: solo in Piemonte dal 2008 sono uscite dal mercato 11mila imprese e hanno perso il lavoro 41mila addetti (pari a 8 Ilva di Taranto).
Le infrastrutture da sole però non bastano, ciò che favorisce davvero la crescita e che ha effetti immediati sull’economia è l’indotto creato dalla realizzazione delle infrastrutture stesse, con ricadute sul territorio che favoriscono l’incremento del Pil. Ricordo il ruolo anticongiunturale del settore: un miliardo investito in infrastrutture genera una ricaduta complessiva nell’intero sistema economico di circa 3,4 miliardi di euro, con un incremento occupazionale di 17.000 addetti, di cui 11.000 nel settore delle costruzioni e 6.000 negli altri settori.
La politica sta perdendo tempo e dimostra mancanza di responsabilità: abbiamo bisogno di infrastrutture, strade, scuole sicure e ospedali all’avanguardia. Occorrono i fondi per opere strategiche e i fondi per le Periferie, che comprendono importanti interventi di manutenzione.
L’Italia, il Piemonte hanno bisogno di integrarsi con il resto dell’Europa ma lo possono fare solo con un’adeguata guida politica.