Ddl Bilancio, Filca-Cisl: “Sbagliato spostare le risorse Anas, il Paese ha bisogno di infrastrutture”

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“Lo spostamento al 2020 dei quasi due miliardi di euro per l’Anas già stanziati per il 2019 dimostra la disattenzione e l’incapacità di programmazione di questo governo verso un tema di cruciale importanza per il Paese, come le infrastrutture stradali. Una decisione che arriva pochi mesi dopo la drammatica vicenda del Ponte Morandi, che dovrebbe invece insegnare che c’è un gran bisogno di mettere in sicurezza le opere e di realizzarne di nuove”. Lo dichiara il segretario generale della Filca-Cisl, Franco Turri, commentando lo slittamento dei fondi per l’Anas, previsto dal Ddl Bilancio. “Il governo ha motivato questa decisione adducendo i rallentamenti dei cantieri, provocati anche dalla crisi delle imprese di costruzione. Ci troviamo davanti – aggiunge Turri – al più classico degli esempi di circolo vizioso: la spesa per investimenti pubblici ha toccato i minimi storici, nonostante il Paese abbia un gran bisogno di manutenzione delle opere e di nuove infrastrutture. Con il calo della spesa le aziende vanno in crisi, anche quelle strutturate, e hanno difficoltà ad eseguire i lavori. A questo punto il governo, secondo una logica davvero aberrante, sposta le risorse negli anni successivi, condannando l’Italia a gap incolmabili con il resto d’Europa. Un comportamento gravissimo e irresponsabile, che allontana ancor di più il momento in cui, l’Italia, finalmente, sarà un Paese moderno e sicuro. Eppure la soluzione c’è, ed è semplice: il governo, finalmente, prenda atto della pesantissima crisi delle costruzioni e della grande necessità di infrastrutture, e si doti di una task-force di professionalità in grado di gestire al meglio le risorse stanziate, trasformandole in cantieri. Una struttura agile ma efficace, che provveda nel medio periodo ad attuare tutta una serie di interventi. Il circolo vizioso nel quale ci si è avvitati diventerebbe così un circolo virtuoso in grado di rilanciare l’edilizia, che rappresenta una fetta importante del Pil nazionale, considerando anche la rilevanza dell’indotto, dotando al contempo il territorio di infrastrutture stradali degne di un Paese moderno. Sono certo – conclude il segretario generale della Filca – che oltre a tutti i vantaggi, sociali ed economici, l’Europa comincerebbe a vederci con occhio diverso”.