Decreto crescita, a rischio il mercato della riqualificazione

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L’articolo 10 scarica sulle imprese l’anticipo delle detrazioni sotto forma di sconto al cliente. Scrinzi: “Chiediamo ai parlamentari regionali di attivarsi per stralciare l’articolo dalla norma”

L’articolo 10 del Decreto Crescita del 30 aprile, n.34 (modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico) prevede la possibilità, per il soggetto che ha diritto alle detrazioni, di poter optare, al posto del loro utilizzo diretto, per un contributo anticipato di pari importo, come sconto su quanto dovuto all’impresa che effettua l’intervento di riqualificazione energetica o di adozione di misure antisismiche, che viene rimborsato a quest’ultima come credito di imposta da usare in compensazione in cinque quote annuali.

“In pratica – afferma Marco Scrinzi, responsabile della CNA Costruzioni Trentino Alto Adige – si scarica direttamente sulle imprese più piccole, che dovrebbero svolgere gli interventi, gran parte dell’onere finanziario derivante dal costo dell’intervento stesso. La previsione che questa misura sia opzionale è decisamente opinabile, in quanto è irreale prevedere che un contribuente opti per l’utilizzo delle detrazioni fiscali scontabili in dieci anni, quando può usufruire immediatamente della stessa somma”.

Aggiunge Claudio Corrarati, presidente della CNA regionale: “Non si scarichino i problemi sulle piccole aziende. Le Province autonome di Bolzano e Trento in questo campo intervengano con azioni mirate alle caratteristiche del nostro territorio, coinvolgendo le banche locali in un processo virtuoso”.

Scrinzi avverte: “Fermo restando il momento di forte difficoltà finanziaria anche in termini di liquidità delle nostre piccole imprese, ci si chiede quante di queste possono avere la capacità economica di poter sopportare questo provvedimento, che sicuramente agevolerà la grande distribuzione e le grandi catene (che possono vantare rilevanti crediti di imposta da compensare), che già da tempo affaccia nel mercato della ristrutturazione e riqualificazione energetica e che ha capacità economiche ed organizzative per cogliere quanto contenuto nel Decreto Legge”. Quanto previsto dall’art. 10 potrebbe essere impossibile da applicare qualora una piccola impresa non dovesse avere crediti di imposta da utilizzare in compensazione. In questo caso le previsioni dell’art. 10 costituirebbero né più, né meno un vero e proprio ostacolo alla libera concorrenza.

“Si tratta, di fatto – argomenta il referente di CNA Costruzioni – di concorrenza sleale nei confronti delle piccole imprese che viene accentuata da questa falsa opzione concessa al cittadino, che in realtà è un invito puro e semplice ad utilizzare, per gli interventi di riqualificazione energetica, i servizi proposti dalle grandi catene distributive e dalle multiutilities, con la conseguenza di determinare una fortissima concentrazione del mercato della riqualificazione energetica in capo a pochissimi grandi operatori”. CNA Trentino Alto Adige si allinea alle associazioni di mestiere dell’edilizia, impiantistica e produzione nella richiesta di cancellazione di una norma che è contro le piccole imprese, proprio quelle che l’Esecutivo, a parole, dice di voler difendere. CNA chiederà, inoltre, l’intervento dei parlamentari regionali per ottenere lo stralcio dell’articolo 10 della norma.