Il paesaggio protagonista a “Mosaico Italia”

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Dal 3 al 6 aprile si terrà a Riva del Garda la settima Rassegna Urbanistica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica “Mosaico Italia: raccontare il futuro”. I progetti che verranno presentati e gli incontri di approfondimento saranno l’opportunità per fornire una fotografia dello stato dell’arte e della prospettiva di evoluzione della pianificazione urbanistica e del governo del territorio nel nostro Paese. Non potrà mancare, in questo senso, il contributo che arriverà dal tema del paesaggio e della pianificazione paesaggistica.
L’Inu vi lavora attraverso la Community “Paesaggio e biodiversità”, coordinata da Angioletta Voghera che sottolinea quanto il tema sia “trasversale nell’ambito della pianificazione ed entri sempre di più nelle politiche per il territorio”. La Community coordinata da Voghera sta lavorando ad un’indagine che misura, in un campione vasto che comprende le Regioni italiane, l’efficacia e l’operatività delle azioni per il paesaggio rispetto alle indicazioni dei piani paesaggistici, di area vasta e locali. Ne darà conto un libro che sarà pubblicato nel corso dell’anno che si è appena aperto.

Angioletta Voghera


Affinché un’azione per il paesaggio possa essere considerata efficace deve rispondere ad alcuni requisiti. La coordinatrice della Community dell’Inu li espone sinteticamente: “Deve incidere sugli aspetti culturali e naturali, migliorare la qualità percettiva del paesaggio e valorizzare le sue risorse per promuovere lo sviluppo socioeconomico del territorio. È importante concentrarsi sull’identità dei luoghi ma anche ricordarsi che ci troviamo di fronte a uno strumento che deve essere utilizzato per lo sviluppo del territorio e delle comunità”.
Questo passaggio è fondamentale, perché molto spesso il senso comune ci induce a considerare il paesaggio un elemento statico, da proteggere e da conservare. Una visione che è molto parziale, perché una corretta azione paesaggistica deve sapere incidere anche sulla dinamicità del territorio, ovvero contribuire al suo sviluppo pur ovviamente rispettando i limiti della tutela e della protezione ambientale. In questo senso, sono davvero efficaci i progetti per il paesaggio che sappiano interpretare le aspirazioni delle comunità che vivono i territori e costruire una qualità in grado di promuovere il benessere socioeconomico. Ci si trova di fronte, in estrema sintesi, alla necessità di mettere a punto un equilibrio tra diversi fattori e costruire una visione in cui convivano aspetti naturali, economici e la percezione e le aspirazioni della popolazione. Questo è quanto suggerisce la Convenzione Europea del Paesaggio, sottoscritta a Firenze nel 2000.
Parlando di paesaggio infine nel nostro Paese non si può non far riferimento al Codice Urbani, che risale al 2008, che ha disposto l’obbligo per le Regioni di approvare piani ad hoc. Ad oggi tuttavia le uniche che lo hanno fatto sono la Puglia, la Toscana e il Piemonte, e la Sardegna per l’ambito costiero. Voghera riconduce questa lentezza nell’approvazione dei piani paesaggistici regionali alla complessità delle procedure, in particolare “le necessarie Intese tra Stato e Regioni che hanno allungato l’iter e spesso contribuito a produrre una visione riduttivamente conservativa”.

Per informazioni sulla Rassegna urbanistica nazionale:
https://www.inucongressorun2019.com/

Per informazioni sulla communities dell’Inu
https://www.inucommunities.com/