Infrastrutture, “L’Emilia Romagna non si ferma”

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Il Sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha aperto la manifestazione istituzionale “L’Emilia-Romagna non si ferma”, promossa da Regione Emilia-Romagna, Città Metropolitana di Bologna e Comune di Bologna nella Sala Maggiore del Palazzo dei Congressi di Bologna. Di seguito l’intervento integrale del Sindaco.

“Buongiorno a tutte e a tutti e bentrovati. Ammesso che il 20 marzo ci sia ancora un Governo, la convocazione finalmente arrivata dal Ministero dei Trasporti è un passo avanti e conferma la validità della nostra iniziativa di stamane.

Siamo qui, insieme, perché l’Emilia-Romagna non si può fermare, perché l’Italia non si può fermare: per restare in Europa abbiamo bisogno di infrastrutture e abbiamo bisogno di investimenti pubblici. Ne abbiamo bisogno per il presente, perché siamo un Paese in recessione, e per il futuro, per restare un Paese moderno e competitivo.

Le infrastrutture creano lavoro diretto e indotto e il lavoro è la chiave per lottare contro le troppe diseguaglianze di questo Paese: a questo proposito voglio fare l’augurio di una grande partecipazione allo sciopero unitario del 15 marzo degli edili indetto da Cgil, Cisl e Uil. Invito noi sindaci a partecipare e dare l’appoggio delle nostre comunità a una manifestazione che chiederà investimenti e un piano per lo sviluppo di un settore, quello delle costruzioni, provato duramente dalla crisi economica, e che continua a pagare con troppi incidenti sul lavoro, disoccupazione, false cooperative.

Vedete, per quanto riguarda il Passante, siamo al grottesco: in campagna elettorale è stata promessa l’opzione zero. Ora siamo convocati per discutere un mini allargamento della sola tangenziale.

Tra poco vedrete un video, pochi minuti che descrivono come il Passante di Bologna non sia solo un’infrastruttura ma un progetto di riqualificazione urbana che porterà a Bologna 130 ettari di verde. Rispetto al Passante Nord, annette notevolmente il consumo di suolo: 24 ettari rispetto ai 200 del progetto superato. Rispetto alle immagini che vedrete, e che risalgono al 2016, il progetto che ha ottenuto la valutazione di impatto ambientale è notevolmente migliorato: le barriere fonoassorbenti aumentano fino al 20 chilometri, verrà realizzato un ponte sul Reno e nuovi svincoli. E c’è la partita delle altre strade che il Passante porta con sé: l’Intermedia di pianura e le altre strade dell’area metropolitana, con l’allargamento e il prolungamento della A14, tanto atteso dai sindaci del circondario di Imola.

Oggi qui voglio aggiungere che la scelta del Passante di mezzo è quella meno impattante per il nostro territorio e la più aperta a scommettere sulla priorità del trasporto pubblico.

La congestione del traffico va risolta: non è possibile dire alle persone in coda di farsene una ragione, perché è tempo di vita e di relazione e di lavoro.

Scegliere nel presente si fa bene se si tiene lo sguardo al futuro: il mondo non si divide tra posizioni inconciliabili ma si unisce nella mediazione e nella responsabilità.

Tutti sappiamo che il futuro è quello di auto non inquinanti e di auto prese in affitto piuttosto che in proprietà. Non si possono dunque terrorizzare le persone come se l’inquinamento da auto non fosse superabile. Non è vero.

Rivendico inoltre che dopo anni di discussione, la scelta di togliere il Passante Nord e Sud dal tavolo è la più coerente con questa prospettiva. Una scelta che ho preso in prima persona senza calcoli elettorali e prima della campagna elettorale del 2016: io credo che la politica debba fare i conti con il tema della responsabilità.

Ho portato avanti opere iniziate da altri per non bloccare lo sviluppo della mia città: oggi che stiamo progettando il tram, tutti sanno quanti anni sono necessari per realizzarlo. Chiedo anche su questo un impegno del Governo, oltre che il rispetto di corretti rapporti istituzionali che fino a oggi non c’è stato.

Cari amici, decidere per l’oggi guardando al futuro: questo è quello che oggi facciamo insieme. Sogno per l’Italia, tra i tanti diritti giustamente rivendicati, il diritto alla responsabilità.

Io non temo, come anche voi non temete, l’accordo e il compromesso per il bene comune. Anzi, penso che sia questo il compito principale della politica lungimirante.

Con questo intento e questa consapevolezza, andiamo all’appuntamento del 20 marzo, forti di questo nostro incontro di oggi nel quale ribadiamo le ragioni e le aspettative di una intera comunità.

Ringrazio tutti per la vostra partecipazione e permettetemi di salutare, un po’ emozionato, tutti i colleghi sindaci con le fasce tricolori. Li ringrazio per il loro lavoro e li ringrazio perché ci ricordano che l’autonomia locale è la base di una autentica unità nazionale”.