Nessun risarcimento per l’impresa colpita da interdittiva antimafia

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Sta facendo discutere il caso, apparso sulle pagine del Sole 24 Ore, dell’impresa a cui era stato riconosciuto dai giudici un danno di 123mila euro, a cui vanno aggiunti gli interessi legali, per la mancata aggiudicazione di un appalto. Proprio quando era in procinto di pagare, l’amministrazione comunale in questione (Comune di Torraca, nel salernitano) ha scoperto che l’impresa, poco tempo prima, era stata raggiunta da un’interdittiva antimafia. Circostanza, quest’ultima, che ha spinto il Comune a fermare il risarcimento.
Il contenzioso, secondo quanto ricostruito dal Sole 24 Ore, aveva fatto registrare nel 2016 il pronunciamento della quinta sezione del Consiglio di Stato che, a fronte della richiesta del Comune di revocazione del risarcimento, si era espressa a favore dell’impresa poiché l’interdittiva era intervenuta dopo la formazione del giudicato sul rimborso del danno.
La stessa impresa, tuttavia, a fronte del mancato risarcimento da parte del Comune si è nuovamente rivolta ai giudici che hanno sottoposto il caso all’Adunanza plenaria. Quest’ultima (con sentenza 3/2018) ha fornito un’interpretazione della norma del Codice antimafia nel senso di “di precludere all’imprenditore (persona fisica o giuridica) la titolarità della posizione soggettiva che lo renderebbe idoneo a ricevere somme dovutegli dalla pubblica amministrazione a titolo risarcitorio (…)” di un danno patito “in connessione all’attività d’impresa”. L’essenza della norma è, infatti, di “impedire ogni attribuzione patrimoniale da parte della pubblica amministrazione” a favore di imprese soggette a infiltrazioni criminali.
Secondo i giudici, inoltre, l’interdittiva antimafia determina “una particolare forma di incapacità giuridica, e dunque la insuscettività del soggetto (persona fisica o giuridica) che di esso è destinatario ad essere titolare di quelle situazioni giuridiche soggettive (diritti soggettivi, interessi legittimi) che determinino (sul proprio cosiddetto lato esterno) rapporti giuridici con la pubblica amministrazione”.