Piemonte, territorio e sviluppo: le infrastrutture per la competitività del Paese

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Da Confindustria Piemonte e Unioncamere Piemonte un’occasione di riflessione sugli strumenti esistenti per favorire percorsi di monitoraggio e concertazione dello sviluppo infrastrutturale

Le infrastrutture rappresentano un elemento fondamentale per lo sviluppo economico dei territori e la competitività delle imprese che vi sono localizzate perché l’accessibilità di un’area incide significativamente sulla loro possibilità di competere sul mercato. Lo sviluppo infrastrutturale è quindi uno dei temi centrali per il rilancio dell’economia nell’attuale congiuntura economica, ma qual è, nell’ambito del processo di realizzazione di un’opera, il grado di attenzione e coinvolgimento delle comunità locali?

Confindustria Piemonte e Unioncamere Piemonte – nell’ambito dell’accordo Pilover tra le Unioni delle Camere di commercio di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna -, con il supporto di Uniontrasporti hanno organizzato un momento di confronto sull’importanza dello sviluppo infrastrutturale dei territori e sugli strumenti esistenti per favorire la concertazione e il monitoraggio delle opere.

In Francia è in vigore fin dal 1995 il cosiddetto débat public, un procedimento che serve per fare aderire il progetto al contesto sociale ed ambientale in cui si inserisce e per facilitarne l’accettazione da parte della comunità interessata. In Italia con il Dpcm 76/2018 era stato predisposto un analogo dispositivo che fissava limiti dimensionali e finanziari delle opere da sottoporre a dibattito pubblico. Il percorso di istituzionalizzazione di questa norma non si è concluso ma nella sessione “Strumenti per un adeguato sviluppo infrastrutturale: monitoraggio e concertazione” sono stati messi in luce i molti strumenti di concertazione esistenti e talvolta sottovalutati dal decisore politico, a cominciare dalla legge regionale del Piemonte 04/2011 che detta le norme relative alla promozione di interventi a favore dei territori interessati dalla realizzazione di grandi infrastrutture. Il Segretario generale di Confindustria Piemonte Paolo Balistreri ha presentato l’esperienza dell’osservatorio territoriale infrastrutture Oti Nord Ovest (www.otinordovest.it), che offre contributi e analisi ai soggetti coinvolti nella pianificazione e realizzazione degli interventi monitorati nel Nord Ovest, Sergio Valentini di Unioncamere Lombardia ha presentato invece Trail Lombardia (www.trail.unioncamerelombardia.it), sistema per il monitoraggio dello stato delle infrastrutture di trasporto e logistica del territorio lombardo. Stefano Marci ha presentato il lavoro dell’Ufficio Valutazione Impatto del Senato (Uvi), un organo tecnico e imparziale, impegnato a diffondere, sviluppare e potenziare la cultura della valutazione in Italia dentro il perimetro istituzionale. Infine l’esperto di politiche del territorio Andrea Pillon ha fatto il punto sulle buone pratiche di applicazione del dibattito pubblico.

Nella seconda sessione della mattinata la tavola rotonda su “La questione infrastrutturale” ha messo a confronto Domenico Massimino (Vice Presidente Confartigianato Imprese), Giancarlo Banchieri (Presidente Confesercenti Piemonte), Maria Luisa Coppa (Presidente Confcommercio Piemonte), Paola Malabaila (Presidente Ance Piemonte), Paolo Mignone (Presidente Casartigiani Torino), Corrado Alberto (Presidente Api Torino) e Nicola Scarlatelli (Presidente Cna Torino).

I promotori del convegno hanno detto:

“Le Camere di commercio italiane, storicamente, sono impegnate nel processo di infrastrutturazione del Paese: ma in questo contesto storico il nostro ruolo non è solo più quello di ‘costruttori’, ma anche di ‘canalizzatori’ del consenso sull’utilità delle opere nei confronti degli stakeholder locali e nazionali.In quest’ottica, il Sistema camerale ha già istituito degli osservatori regionali e nazionali e ha maturato significative esperienze sulla concertazione a livello locale e in ottica di corridoi europei. Ora dobbiamo fare in modo che si completi il piano degli investimenti per le grandi infrastrutture e per le opere minori utili per connettere i vari territori, condividendo con i territori l’assioma che lo sviluppo infrastrutturale rappresenta una delle chiavi di volta per il rilancio dell’economia nazionale e locale” ha commentato Vincenzo Ilotte, Presidente Unioncamere Piemonte.

“La dotazione infrastrutturale e logistica è una condizione imprescindibile per la crescita di una regione a vocazione manifatturiera come la nostra, che è posizionata in un punto nevralgico dei flussi economici verso gli altri paesi europei, verso i quali è indirizzato il 58% delle nostre esportazioni. Confindustria Piemonte, insieme alle proprie Associazioni Territoriali, ha individuato una serie di opere infrastrutturali prioritarie, il cui quadro è stato consegnato ai candidati alla Presidenza regionale e sulle quali è necessaria un’azione determinata e continuativa: investimenti e tempi certi. Crediamo che investire in infrastrutture e logistica sia un’assicurazione per il futuro del Piemonte ma deve essere fatto coinvolgendo i territori, sfruttando in modo opportuno gli strumenti per la definizione delle priorità e per il monitoraggio dei lavori avviati che Confindustria, assieme con il mondo camerale, da anni mette a disposizione dei decisori politici” ha concluso Fabio Ravanelli, Presidente di Confindustria Piemonte.