Rassegna urbanistica Inu, l’ora dello spazio pubblico

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Non poteva mancare tra i temi portanti della settima Rassegna urbanistica nazionale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica “Mosaico Italia: raccontare il futuro”, in programma dal 3 al 6 aprile 2019 a Riva del Garda, lo spazio pubblico. L’Inu ne ha fatto da anni un caposaldo del suo lavoro, intuendone la portata e le implicazioni innovative già nel 2011, quando diede avvio alla Biennale dello spazio pubblico (da allora si sono svolte quattro edizioni) e istituendo recentemente una Community, coordinata da Marichela Sepe.

Marichela Sepe

Sepe definisce quello dello spazio pubblico “un settore interdisciplinare e multidisciplinare, molto legato al processo di cambiamento della società. Le mutazioni continue e rapide che caratterizzano la nostra società si riflettono immediatamente nello spazio pubblico”. E’ un tema di cui è ormai stata sdoganata la centralità anche dal punto di vista della disciplina: per molto tempo, spiega la responsabile della Community dell’Inu “Spazio pubblico” , è stato ritenuto di risulta, ma oggi c’è piena consapevolezza che “in un’azione di rigenerazione urbana di un luogo che sia di qualità è imprescindibile che vi siano spazi pubblici di qualità”.

L’Inu ha elaborato la Carta dello spazio pubblico, un insieme di principi che è un riferimento importante ma che, spiega Sepe, va aggiornato con frequenza perché la società è in continuo mutamento. Questo è il cuore del lavoro della Community, che sta anche compiendo un’azione culturale, contribuendo a dare spazio ed evidenza a quegli spazi pubblici del nostro Paese che meritano di essere conosciuti oltre a quelli già ampiamente sotto i riflettori grazie ai consolidati circuiti turistici di richiamo. Inoltre è in corso di redazione un manuale sul tema (legato a doppio filo ai principi della Carta), che raccoglierà esempi virtuosi e buone pratiche. Vi sarà tra l’altro una scheda per ogni regione e, anticipa la coordinatrice della Community, vi verrà introdotto un metodo di “misurazione” nuovo, che verificherà e considererà la presenza sui social network come fattore per stabilire il grado di successo di un determinato spazio pubblico.

A confermare il salto di qualità dell’attenzione del dibattito sullo spazio pubblico vi è secondo Marichela Sepe l’arricchimento costante che vi si riscontra di elementi e temi nuovi: “Posso citare ad esempio la salute urbana, che viene identificata e collocata proprio negli spazi pubblici, la necessità di eliminare le barriere e la possibilità di praticarvi attività sportive, la questione dell’utilizzo di materiali naturali per costruirlo e predisporlo e di mettere in campo azioni di prevenzione e difesa dai cambiamenti climatici. Inoltre si fa strada la consapevolezza che gli spazi pubblici possono essere decisivi e fondamentali prima e dopo le calamità naturali e costituire un primo luogo di riferimento per la socializzazione delle popolazione nella fase della ricostruzione. Non è da dimenticare nemmeno la possibilità di integrare all’interno degli spazi pubblici contenuti virtuali attraverso il web e i dispositivi di nuova generazione”.

Ma cosa fa la qualità dello spazio pubblico? Sepe elenca: “Direi che di sicuro deve essere aperto e fruibile, realizzato con materiali di qualità, e occorre che vivendolo ci si senta sicuri e ci si senta felici”.

Gli incontri e i progetti che saranno al centro della Rassegna urbanistica nazionale dell’Inu, in programma dal 3 al 6 aprile a Riva del Garda, non potranno prescindere da questo tema.